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Fondo Santa Barbara - Prova Collection home page

Il Fondo Cappella Santa Barbara dei Gonzaga è pervenuto alla Biblioteca del Conservatorio nel 1851 grazie all'intervento delle autorità di governo austriache della Lombardia. Sorta nel 1562 su iniziativa del duca Guglielmo Gonzaga e poi del figlio Vincenzo, la cappella dedicata a S. Barbara si qualificò sin dall'inizio come istituzione privata dove si seguiva una liturgia particolare indipendente dal rito di Roma. I documenti dell'archivio si riferiscono ai nomi prestigiosi dei maestri che collaborarono con la cappella e testimoniano la loro attività, l'elevato livello culturale e la risonanza raggiunti dall'istituzione. Il fondo raccoglie circa 280 unità di composizioni musicali di grande valore, sia a stampa che manoscritte. Basti ricordare ad esempio i preziosi codici (tra cui le composizioni sacre del Gastoldi, 1614-1625) miniati dall'amanuense mantovano Francesco Sforza, dapprima cappellano, poi priore e prevosto della basilica. I pezzi vanno dall'edizione delle messe di Josquin Des Prés curata nel 1503 dal tipografo Ottaviano Petrucci, sino all'edizione veneziana delle messe di Bernardino Alberghetti (1649) e comprendono musiche composte per le pratiche liturgiche connesse alla cappella secondo una tradizione di polifonia sacra: messe, inni, mottetti, litanie, salmi, antifone, magnificat, ecc. Sono presenti i principali maestri europei del Rinascimento e del primo Seicento; in particolare si conservano composizioni e messe di Giovanni Pierluigi da Palestrina (1565-1601), i salmi di Giovanni Giacomo Gastoldi (1597-1616), maestro di cappella della chiesa, le composizioni di Giaches de Wert chiamato alla direzione dell'istituzione nel 1565, salmi, mottetti e messe di Giovanni Contino, presente a Mantova dal 1561, e opere del duca Guglielmo Gonzaga, musicista dilettante. Vi sono inoltre vespri di Camillo Cortellini e di Pietro Lappi, salmi e messe di Ippolito Baccusi (maestro di cappella della cattedrale di Verona), una messa manoscritta di Agostino Bonvicino, messe di Giovanni Matteo Asola e Giovanni Cavaccio, il primo libro delle messe (1589) del frate mantovano Giovanni Maria Bacchini, le messe a otto voci (1600) e il primo dei mottetti a otto (1605) di Giovanni Croce da Chioggia, opere di Giulio Bruschi e Orlando di Lasso, oltre a componimenti di vari altri autori.

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